1 gennaio: Maria, Madre di Dio
Luigi Pozzoli



LA NOSTRA BENEDIZIONE È GESÙ

Numeri 6,22-27
Salmo 66
Galati 4,4-7
Luca 2,16-21

 


Ci sono molti modi di celebrare l'inizio di un nuovo anno.
C'è un modo che è solo di Dio.
Dio ama entrare in un nuovo anno donando la sua benedizione. A tutti: alle creature animate e inanimate, ai vivi e ai morti.
Giubileo, indulgenza, assoluzione, perdono, suffragio non sono altro che declinazioni diverse della stessa benedizione.
Proprio la parola suffragio, una parola per noi piuttosto strana che la tradizione della chiesa utilizza quando vuole parlare del nostro rapporto con i defunti, ci fa capire che la benedizione del Signore è riservata anche a loro, perché insieme, vivi e defunti, formiamo una sola comunità.
Nella prima lettura abbiamo letto: «Voi benedite così gli Israeliti; direte loro: il Signore faccia brillare su di te il suo volto e ti sia propizio ».
Benedire è un atto divino.

E proprio perché divino, benedire è un atto creativo.
La scrittrice Marguerite Yourcenar diceva che i fiori crescono meglio quando li accarezziamo.
Possiamo dire la stessa cosa: le nostre esistenze si sviluppano meglio se si sentono benedette. Del resto questa è una verità che si può verificare facilmente.
Un padre che dovesse usare intimidazioni e minacce per farsi ubbidire rischia di fallire completamente nel suo impegno educativo, perché una personalità umana, per svilupparsi in modo ottimale, ha bisogno di fiducia, di stima, di incoraggiamento: ha bisogno di sentirsi benedetta.
Dio che come Padre vuole il nostro sviluppo a immagine e somiglianza del figlio suo Gesù (« La gloria di Dio è che l'uomo viva») ci vuole benedire all'inizio di questo nuovo anno.
E lo fa non con un semplice augurio, ma con la luce del suo volto: «Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto ».


 

 

 

 

Dio ci benedice anzitutto con la luce.
Noi pensiamo che la benedizione migliore sia data dalla ricchezza, dal successo, dalla fortuna.
A parte il fatto che queste benedizioni godute da noi sono pagate da tante maledizioni patite da altri (una rapida osservazione: non dimentichiamo che i paesi ricchi sono ricchi perché altri paesi sono poveri, ricchi cioè per lo sfruttamento di tanti paesi poveri), ci sarebbe da domandarsi se si può ancora chiamare benedizione ciò che rimane sotto l'ombra della provvisorietà e della morte.
Dio ci benedice con il dono della luce.
Che cosa sia la luce, il primo miracolo della creazione, è difficile tradurlo in parole.

Credo che la definizione più bella sia quella che ha Albert Einstein il quale ha detto che la luce è ombra di Dio che passa».
E certo che senza la luce si è smarriti: le cose e i volti perdono i loro contorni e diventano inconoscibili. Se poi manca la luce interiore, siamo noi a perdere la nostra identità tanto che non sappiamo più chi siamo e per che cosa viviamo.
Per questo il Signore ci benedice con la luce del suo volto, una luce che è anche amore e illumina tutto dentro, come per un'irradiazione che dà senso e valore a tutte le cose.

«Un volto infatti», sono osservazioni che raccolgo dalle pagine di un amico, «è bello perché è vivo, sorprendente, misterioso, è fatto per i baci e le carezze, genera l'incontro e la relazione» (Ermes Ronchi).
Se a benedirei è la luce di un volto e questo volto è i volto di Gesù che è la trasparenza più pura e palpitante dell'amore del Padre, allora non si tratta di una luce fredda che illumina solo la superficie delle cose o solo la mente, ma di una luce che scende in profondità e vi porta la gioia di chi si sente amato.
Dio ci benedica con la luce del volto di,Gesù.
Dio ci benedica anche con la luce del volto di tante persone amiche che accanto a noi rappresentano il volto di Gesù.
Ciascuno di noi conosce queste presenze luminose: le trova nella propria famiglia, nella cerchia degli amici, nel mondo del lavoro.
E bello entrare in questo nuovo anno con un sentimento di gratitudine anche per questi testimoni della luce di cui si serve il Signore per raggiungerci sua benedizione.

Dovremmo dire segretamente, ma qualche volta anche apertamente: «Grazie perché ci sei. Grazie perché rappresenti il volto e la benedizione del Signore nella mia vita ».
Se interiorizziamo questi pensieri e questi sentimenti, come ha fatto Maria (« Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore») e se come i pastori siamo capaci di celebrare le benedizioni del Signore nella nostra vita (« I pastori poi se ne tornarono glorificando e lodando Dio »), possiamo iniziare questo nuovo anno con un sentimento di profonda pace.
«Il Signore rivolga su di te il tuo volto e ti conceda pace», recita la formula della benedizione insegnata dal Signore a Mosè.
Che cosa ci riserverà quest'anno?
Avremo gioie e sofferenze, problemi e soddisfazioni.
Di una cosa possiamo essere certi: i giorni nuovi che verranno non saranno giorni vuoti, ma abitati dalla presenza di Gesù, il «Dio con noi», quel Dio che ogni giorno vuole benedirci con la luce del suo volto.

 

 




da: Luigi Pozzoli “L'acqua che io vi darò” Commento alle letture festive Anno B

edizioni Paoline – anno 2005 - pp 42-45


 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Te beata, che hai creduto - Paolo VI
Un bambino in braccio a sua madre - Ermes Ronchi
L'Epifania del Re e Sacerdote - Natasa Govekar
Inciampare nella stella - Ermes Ronchi

Il Natale di un tempo oscuro - Carlo Maria Martini
Natale, l'«impossibile» miracolo dell'amore - Bruno Forte
Il Natale di Gesù, sorgente della speranza - papa Francesco
E' quasi un paradosso. Anzi, lo è. - Carlo Maria Martini

 

 

 

 

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