25 dicembre: NATALE DEL SIGNORE - Messa della Notte
Luigi Pozzoli



BUON NATALE!

Isaia 9,1-3.5-6
Salmo 95
Tito 2,11-14
Luca 2,1-14

 


«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».
È molto suggestivo questo canto che gli angeli hanno fatto risuonare la notte di Natale nel cielo di Betlemme.
È come un «buon Natale» che viene dal cielo, perché noi, dopo averlo accolto, lo possiamo a nostra volta diffondere e comunicare a tutti coloro che ci stanno particolarmente a cuore.
A chi vogliamo augurare «buon Natale», questa notte?
Io credo che faremmo cosa gradita se lo augurassimo anzitutto a colui che sta «nel più alto dei cieli».
Potremmo dire: «Buon Natale a te, o Dio altissimo, che tante generazioni di uomini hanno temuto come un dominatore dispotico o un giudice implacabile».
Anche molti di noi hanno conosciuto questa paura che ha segnato, forse per sempre, la loro sensibilità religiosa.


 

 

 

 

Certo neppure per te deve essere bello vedere folle, prostrate in adorazione con la paura nel cuore.
Ma questa notte inaugura un rapporto nuovo, un rapporto fondato non più sulla paura, ma su quella totale fiducia che un bambino può avere quando è tra le braccia rassicuranti e affettuose del papà o della mamma.

Gesù, nascendo a Betlemme, ci rivela che la tua gloria non è mai disgiunta dal più grande amore. Perciò questa notte diciamo: «Buon Natale» a te, Dio di Gesù.
E «Buon Natale» a voi, Maria e Giuseppe.
Avreste desiderato per questo vostro bambino una nascita migliore. E invece gli è toccato di nascere come un «escluso», un «non accolto », un bambino di nessuno.
«Buon Natale », ugualmente.
Perché questo bambino assomiglia al Padre che è nei cieli.
E parla non di un Dio lontano e chiuso nella sua perfezione, ma di un Dio povero, fragile, mite, di un Dio che ha una passione sola: quella di amare.
Contemplate con amore questo vostro bambino. Capirete sempre di più quanta tenerezza ci sia in Dio per la grande famiglia umana.
E «Buon Natale» a voi, pastori.
Il vostro mestiere agli occhi della gente, oltre che duro, è anche spregevole. Voi non contate nulla nella società.

Anche voi siete esclusi come questo bambino che è nato da poco fuori Betlemme.
«Buon Natale», soprattutto a voi.
Perché Dio ha una predilezione proprio per voi: non per coloro che detengono con orgoglio il potere politico, economico, culturale, e neppure per i professionisti del sacro, ma per voi e per quelli che come voi sono poveri, umili, semplici, senza nome e senza voce.

Dio è con voi. E sarete voi i primi a godere della lieta notizia.
A chi ancora è rivolto il «buon Natale» che viene dall'alto?
Anche agli abitanti di Gerusalemme.

«Buon Natale» a te, Gerusalemme.
Tra le tue mura c'è chi non si rallegrerà della nascita di questo bambino, c'è chi lo rifiuterà e lo perseguiterà.
Ma «buon Natale» lo stesso, anche a te.
Perché questo bambino non viene per condannare. Lo si può rifiutare, ma lui non rifiuterà mai nessuno. Il suo nome è misericordia e perdono.
A questo punto l'augurio degli angeli arriva anche a noi.
Si, l'augurio ci raggiunge, perché il Natale non è un fatto solo da ricordare, ma un evento da vivere.
Si tratta infatti di un evento che, attraverso il miracolo della liturgia, si compie oggi: «Oggi vi è nato un salvatore, che è il Cristo Signore».
Qual è allora il senso dell'augurio che ci viene rivolto?

«Buon Natale» anche a voi, che partecipate a questa celebrazione.
Molti tra voi sono ricchi di regali, ma poveri di verità e di amore, molti sono ricchi di agitazione e poveri di raccoglimento e di silenzio.
Se soltanto foste capaci di soffermarvi un poco sulle cose, non sono molte, che veramente contano...
«Buon Natale» a voi che vi sentite affaticati dai i oscuri della vita, incapaci di capire qual è il senso tanta fatica e di tanta sofferenza.
Questo bambino può portarvi un po' di luce, perché egli viene come «la luce vera, quella che illumina ogni uomo».

«Buon Natale» anche a voi che avete perso il gusto di vivere, perché niente più vi soddisfa, neanche il benessere o il prestigio sociale.
Questo bambino può restituire il sapore della vita perché vi porta ciò che vi manca: la bellezza, il gusto, Ia felicità di sentirsi amati e di poter amare.
«Buon Natale» perché Dio è con voi. Non siete oli. Non lo sarete mai.
Come accoglieremo questo augurio? Chissà.
Forse qualcuno, che pure è venuto tra noi questa notte portando in cuore un'attesa e una speranza, ritornerà alla propria casa con la sua malinconia inappagata.
Vuol dire che per qualche ragione segreta, che solo Dio conosce e rispetta, non è stato toccato dall'augurio degli angeli.
Ma può essere che qualche altro (speriamo che siano molti, preghiamo perché siano tutti) accolga e custodisca l'augurio degli angeli come un segreto, come una luce discreta per il nostro cammino, come un sommesso canto di gioia dentro la fatica del nostro vivere.

 

 

 




da: Luigi Pozzoli “L'acqua che io vi darò” Commento alle letture festive Anno B

edizioni Paoline – anno 2005 - pp 29-32


 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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Natale, l'«impossibile» miracolo dell'amore - Bruno Forte
Il Natale di Gesù, sorgente della speranza - papa Francesco
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