L'EPIFANIA DEL RE E SACERDOTE
Natasa Govekar



Prima di attribuire loro il titolo di "re", la tradizione conosceva i Magi come "filosofi" che, ricercando silenziosamente i fatti della natura, arrivavano alla verità e alla rivelazione divina. I Magi ci fanno scoprire che il destino dell'uomo non è determinato dai corpi celesti. L’uomo non ha più motivo di temere con superstizione il cammino delle stelle, perché la nascita del Signore dell'universo ha dimostrato che è lui a dirigere il loro percorso. Ora l'umanità intera, insieme ai Magi, può provare una grandissima gioia (cf Mt 2,10), perché a causa dell'incarnazione di Dio anche la creazione le si rivela amica e l'aiuta a lodare il Creatore.
Ma, mentre i tre re Magi si incamminano sulla via della salvezza, un quarto re, Erode, rimane sempre piú bloccato nel turbamento e nell'angoscia a causa dell'epifania del "re dei Giudei". Erode sa che sul trono c'è posto solo per un re. Si manifesta così la vecchia tentazione di tutti: o io, o Dio! Inoltre, non essendo un vero ebreo, ma dichiarato re dei Giudei solo dai romani, Erode vive sempre nel timore che si smascheri la falsa pretesa che sta alla base del suo potere. Chi si ostina a rifiutare la verità su se stesso, finisce nella crudeltà. Infatti, oltre ai bambini di Betlemme, per invidia e paura, come ci narrano le cronache, Erode aveva fatto uccidere tutti i pretendenti al trono, tra cui anche i propri figli. Sin dall'inizio si capisce che Cristo è veramente "segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2,34-35).
Inchinati nel profondo rispetto religioso di chi è capace di riconoscere l'altro, i Magi si avvicinano; dai loro scrigni escono i doni, dai loro cuori amore. Oro, incenso e mirra erano riservati al simbolismo del tempio: i vasi fatti d'oro, l'incenso bruciato per invocare la presenza di Dio, la mirra mescolata all'olio dell'unzione sacra non potevano essere usati fuori dal contesto sacerdotale (cf Es 30,22ss). Ecco perché le antiche icone rappresentavano i Magi non come re, ma come sommi sacerdoti. La loro offerta corrisponde all'investitura simbolica di Cristo come Sommo Sacerdote (cf Eb 9,11), non solo degli ebrei, ma Signore di tutti i popoli e mediatore universale di salvezza, rivelando il suo corpo come nuovo tempio (cf Gv 2,19-21), realtà comunionale nel quale tutta l'umanità è attratta nel seno del Padre.

 

Nel secondo anno /della nascita del nostro redentore /
i Magi sono nella gioia, / i Farisei nella tristezza; /
i tesori sono aperti, / i re sono nell'agitazione, /e i bimbi sono sgozzati. /
In esso furono offerti, a Betlemme, / doni desiderabili e terribili: /
l'amore offrì oro, / e l'invidia, per mezzo della spada, bambini (Efrem il Siro, Inni sulla Natività XXVI, 2).
I Magi offrivano / mirra e oro, / mentre in lui si celava / lo scrigno della ricchezza.
I Magi gli offrivano / da ciò che è suo: / la mirra e gli aromi / che lui aveva portato ad esistere e creato. […].
Dal tesoro / di tutte le creature / Maria gli diede / tutto ciò che gli diede (Efrem il Siro, Inni sulla Natività IV, 180-181.183).





Da «Il Natale» con i mosaici di M.I. Rupnik ...
a cura di Natasa Govekar - Lipa






 

 

 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

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Un bambino in braccio a sua madre - Ermes Ronchi
L'Epifania del Re e Sacerdote - Natasa Govekar
Inciampare nella stella - Ermes Ronchi

Il Natale di un tempo oscuro - Carlo Maria Martini
Natale, l'«impossibile» miracolo dell'amore - Bruno Forte
Il Natale di Gesù, sorgente della speranza - papa Francesco
E' quasi un paradosso. Anzi, lo è. - Carlo Maria Martini

 

 

 

 

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