Un bambino in braccio a sua madre
Ermes Ronchi



I cercatori trovano un bambino avvolto da un abbraccio. La madre è l'abbraccio che fa vivere. Il piccolo vivrà soltanto se è amato, soltanto se è preso in cura. Gesù vive per l'amore di sua madre. Da questo abbraccio gli verrà, per sempre, insieme alla fede, una tale forza per vivere. Ogni piccolo d'uomo ha tanta forza quanta ne ha l'abbraccio che lo stringe e lo porta nell'esistenza. Non temere, Maria, il bambino vivrà per il tuo amore!
E ancora adesso Dio vive per il nostro amore, sta a noi aiutarlo a incarnarsi in queste case, in questi incontri. Valorizzando il feriale, il carnale, l'umiltà di Dio, la vicinanza della carne allo spirito, la compenetrazione di cielo e terra, uomo e Dio abbracciati, che insieme operano, nella concretezza.
« In mezzo a voi c'è uno che voi non conoscete» (Gv 1,26). Come si fa a riconoscerlo? Giovanni dice:
« al quale io non sono degno di slegare il laccio del sandalo » (Gv 1,27). Come segno particolare per riconoscerlo Giovanni dice che anche lui porta i sandali come tutti. Cristo viene in mezzo a noi scegliendo sempre il cammino dell'umiltà. Noi gli avremmo suggerito il fascino della potenza. Lui sceglie il fascino dell'amore.

Videro il bambino in braccio a sua madre e lo adorarono, non li adorarono.

La madre è come un altare su cui è deposto, come un tabernacolo che custodisce, un santuario che contiene il figlio. La casa su cui la stella si è fermata raccoglie in sé il bambino e la madre; la madre è a sua volta una casa che accoglie, che ospita il figlio.
Il ricco campo semantico, la ricchezza di significati della casa passano facilmente a indicare il rapporto di Maria con il Signore. L'esegesi patristica ha applicato a Maria le allegorie dell'Antico Testamento: la tenda dell'esodo, il padiglione del Cantico, il luogo del mio riposo nei Salmi.
San Francesco in una sua celebre preghiera alla Vergine applica a lei tutte queste allegorie bibliche:

Ave, Signora, santa regina...
Ti saluto, suo palazzo.
Ti saluto, sua tenda.
Ti saluto, sua casa.
Ti saluto, suo vestimento.
Ti saluto, sua madre.

La soluzione per una sana devozione mariana può venire da una lettura ispirante di questo brano evangelico. Maria è il santuario di Dio, deve essere vista come la casa dove si va, come pellegrini dell'Assoluto, per trovare il Figlio e accoglierlo da lei. Allora i mendicanti di perdono trovano il perdono del Padre nel Figlio, e i mendicanti di senso trovano la parola che colora le esistenze, e i mendicanti d'amore trovano il pane che si offre alla fame, e i mendicanti di vita trovano l'eternità e adorano.
Luogo di incontro di due mendicanti è santa Maria: l'uno d'amore che è Dio, l'altro d'amore che è l'uomo. Non su di sé ferma lo sguardo, lei è un segnale indicatore che rinvia al figlio. Indica e si ritrae.






da: Ermes Ronchi, NATALE - L'abbraccio di Dio edizione Paoline





 

 

 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

Te beata, che hai creduto - Paolo VI
Un bambino in braccio a sua madre - Ermes Ronchi
L'Epifania del Re e Sacerdote - Natasa Govekar
Inciampare nella stella - Ermes Ronchi

Il Natale di un tempo oscuro - Carlo Maria Martini
Natale, l'«impossibile» miracolo dell'amore - Bruno Forte
Il Natale di Gesù, sorgente della speranza - papa Francesco
E' quasi un paradosso. Anzi, lo è. - Carlo Maria Martini

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org