9 aprile: DOMENICA DELLE PALME
Enrico Masseroni




Isaia 50,4-7:
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso.

Filippesi 2,6-11: Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato.

Matteo 26,14 - 27,66: La passione del Signore.




IN PREGHIERA AI PIEDI DELLA CROCE


Un dono sarebbe doveroso chiedere almeno una volta in vita: quello delle lacrime di fronte al mistero della passione di Gesù. Ma forse dobbiamo accontentarci del nostro cuore di pietra per celebrare una memoria avvertita come lontana, scontata. Forse anche il mistero che più ha segnato la personalissima storia di ciascuno ci coglie gelidi nella nostra tragica incoscienza.
E allora, sia pure senza commozione e lacrime, urge un supplemento di fede, che si fa silenzio e preghiera, per accorgerci che stiamo varcando la soglia di una settimana in cui sta scritto il destino della nostra vita nel destino di Dio. La «settimana santa»! E con discrezione somma ci mettiamo in ascolto della passione di Gesù secondo Matteo.


   


La morte e la vittoria
Il primo evangelista riprende sostanzialmente il racconto di Marco, m ne attenua il tono drammatico. Fa emergere la dignità messianica di Gesù. Anche i segni straordinari che accompagnano la sua morte lasciano preludere la vittoria e la gloria. Sullo sfondo del racconto di Matteo c’è una Chiesa alle prese con il giudaismo che fatica ad accogliere la novità di Gesù. Il primo evangelista accentua il rifiuto e la condanna del Messia innocente. Ma non meno illumina il vero volto del Messia crocifisso, ben diverso da un liberatore politico. Ciò non poteva non incoraggiare una Chiesa provata dalla violenza persecutoria. Anche le numerose citazioni messianiche dell’Antico Testamento mirano a far cogliere gli eventi entro il quadro di un piano di Dio, che chiede a tutti di schierarsi.

Sono quattro i «luoghi» in cui Matteo accompagna, da credente, la passione del Signore, sino all’offerta suprema.
Anzitutto il Cenacolo. È il momento della nuova alleanza: il pane spezzato e il sangue versato esprimono la decisione di Gesù di restare nel mondo e continuare l’incarnazione e la missione ricevuta dal Padre. Ma il pane della vita — Gesù che si consegna ai suoi e alla Chiesa — è circondato dall’ombra di Giuda. Nel mistero del Cenacolo balza evidente il contrasto tra la luce del dono e l’ombra del tradimento.
C’è poi il Getsemani. Forse è il luogo più rivelatore dell’umanità di Gesù. La passione, ancor prima che fisica, è interiore: ripugnanza, angoscia, paura. Ci vuole il cuore dei mistici per entrare nel Getsemani, per non restare ottusi come i tre discepoli. Nel Getsemani l’intensità del dono si fa affidamento, preghiera. Anche per Gesù l’invocazione diventa potenza nella debolezza. L’abbandono della preghiera nei discepoli diventa fuga, incapacità di stare dentro l’«ora» del Signore. E così anche il contrasto del Getsemani è lacerante: da una parte la figura implorante di Gesù, teso nell’abbandono, aggrappato alla volontà del Padre; dall’altra il sonno pesante dei discepoli deboli, caduti nella trappola del maligno.
Il terzo
contrasto drammatico della passione si colloca nel palazzo dei poteri umani: quello religioso e quello politico, con la condanna del Giusto. Ancora uno scontro tra due poteri: quello umano e quello divino. L’uomo giudica Dio. Ma Gesù di fronte al sommo sacerdote e poi al cospetto di Pilato risponde con il silenzio e con tutta la sua dignità regale. Egli conferma di essere il Messia, d’essere re, ma di una regalità che non appartiene alle logiche del mondo. È uno scontro frontale tra due regalità. Ancora una volta, sulla vittoria presunta dei poteri umani s’intravede il bagliore della Pasqua, la vittoria del Risorto, giudice della storia.

Ma il luogo decisivo dello scontro tra il potere della luce e quello delle tenebre resta la croce. La descrizione di Matteo con immagini apocalittiche pone la morte del Signore sul crinale del tempo. Il velo del tempio si squarcia: è finito il vecchio mondo. Dai sepolcri escono i santi; dalla morte rinasce la nuova comunità dei redenti. La storia resta eternamente segnata, spaccata in due. In mezzo, la croce. E di fronte a essa scegliere è d’obbligo: da una parte il rifiuto ostinato e dall’altra l’entrata in scena della nuova comunità dei salvati nella persona del centurione romano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». Davvero un grande atto di fede: nuda, essenziale, decisiva.


Tacere per adorare

Ai piedi della croce non servono altre parole. Disturbano. Profanano. Solo una proposta potrebbe risultare sapiente: riprendere per intero la passione secondo Matteo. E rileggerla in questi giorni sacri; rimeditarla pensosi. In quella morte sta scritto il tuo e il mio destino. E poi un po’ di digiuno dalle chiacchiere. Silenzio! È l’unica parola che fa sbocciare dal cuore la preghiera, l’invocazione, la contemplazione. Per entrare con Gesù e come Gesù nel circuito misterioso della sua passione e della nostra vita. La preghiera: solo così si evita la distrazione, l’ottusa latitanza del cuore di fronte alla vita di Dio offerta per amore. Sino all’ultima goccia.

 

O Signore, ci siamo anche noi nel folle complotto di Giuda,
nel meschino tradimento di Pietro,
nei panni dei discepoli in fuga;
anche noi nelle urla disgraziate della folla;
anche noi tra i tuoi crocifissori.
Perdona l’incoscienza del nostro peccato.
Aiutaci a ritrovare nella tua morte la nostra vita.
Ridesta la nostra debole fede
davanti al segno più carico di violenza e più carico d’amore.
Fa’ che il tuo amore crocifisso dissolva le nostre troppe violenze.





da: Enrico Masseroni - La Parola come pane - Il Vangelo della Domenica
Edizioni san Paolo 1998 - pp 86-89



 

 

 

 

 

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PROPOSTE DI MEDITAZIONI  - Desideriamo offrire testi spirituali, che possono essere di aiuto per nutrire la nostra fede e rafforzare la nostra vita in Cristo: sono un'occasione per confrontare la nostra esperienza cristiana con quella di testimoni 'antichi' e contemporanei. I testi sono presi da: Meditazioni per l'anno liturgico. Dagli Autori di tutti i tempi.

La Speranza cristiana - Rendere ragione della speranza che è in noi - papa Francesco
Pasqua del Signore - Enzo Bianchi
Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele - sant'Andrea di Creta
Cristo, la risposta che ci è donata - Alessandro Maggiolini
Dio piange, sapete?... - Paolo Curtaz
Il deserto condizione del cristiano - Anna Maria Canopi OSB

 

 

 

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