ADORAZIONE PER LA SERA
del Giovedì Santo

 




Esposizione del Santissimo

canto

 

             Dio che ti celi sotto questi vel,
              trepido t’adoro e mi affido a te;
              tutto a te, Signore, s’abbandona il cuor,
              tutto esulta e freme quando guarda a te.

Vivo memoriale di Gesù che muor,
pane prodigioso, vita d’ogni cuor:
fa’ che questo cuore viva sol per te,
nulla gli sia dolce quanto il tuo sapor.
              Pio pellicano, mio Gesù Signor,
              vedi, sono impuro, puro fammi tu;
              del tuo sacro sangue una stilla sol
              tutto quanto il mondo può purificar.
O Gesù, che vedo sotto questi vel,
d’una sete grande spasima il mio cuor;
il tuo volto santo possa contemplar
nella piena luce della gloria in ciel.

sup.             A nostro Signore Gesù, che in questo giorno si è consegnato alla passione per la nostra salvezza dopo averci lasciato il mistero eucaristico in segno di eterna alleanza, a lui che vive glorioso con il Padre nell’unità dello Spirito Santo e che si trova presente in questo sacramento, eleviamo la lode, il ringraziamento, l’adorazione per tutti i secoli dei secoli.

tutteAmen.

Sedute

 

 



guida             Abbiamo celebrato questa sera la Messa in memoria del nostro Salvatore e ora vogliamo soffermarci ad adorarlo qui presente nel mistero dell’altare. Alla nostra adorazione uniamo sentimenti di viva gratitudine per il triplice dono che Gesù ci ha fatto la sera del primo Giovedì Santo: l’istituzione dell’Eucaristia, l’istituzione del Sacerdo-zio, il nuovo comandamento dell’amore fraterno.
Raccolte attorno a questo altare, lodiamo, ringraziamo, adoriamo con il cuore e con la voce il nostro Signore Gesù.

A ogni invocazione rispondiamo:      Gloria a te nei secoli.


voce              Sii benedetto tu, o Signore,
              che ti sei immolato sulla croce per la nostra salvezza.   Rit.

                   Sii benedetto tu, o Signore,
              che nel sacrificio eucaristico ci fai partecipi della redenzione.   Rit.
                  
                   Sii benedetto tu, o Signore,
              che ci hai donato il tuo corpo e il tuo sangue per nutrimento e per bevanda.   Rit.

                   Sii benedetto tu, o Signore,
              che resti presente nel santissimo sacramento dell’altare.   Rit.

                   Sii benedetto tu, o Signore,
              che hai costituito nella Chiesa i sacerdoti come tuoi ministri e nostri pastori.   Rit.

                   Sii benedetto tu, o Signore,
              che ci hai insegnato il vero amore e ci dai forza di poterti imitare.   Rit.

guida             In questa notte Gesù è stato tradito; in questa notte si è consegnato volontariamente alla morte; in questa notte si è donato generosamente all’umanità per mezzo dell’Eucaristia.
              Superando lo spazio e il tempo, raccogliamoci nel cenacolo dove il nostro Salvatore trascorse le sue ultime ore con i discepoli e dette loro gli ultimi insegnamenti prima di andare a morire.
Nel corso dell’ultima Cena Gesù lava i piedi ai suoi discepoli, spiega loro il significato di quel gesto e annuncia il tradimento di Giuda.

Ascoltiamo quanto san Giovanni ci riferisce.

lettrice 1             Dal Vangelo secondo Giovanni (13,12-15. 21-30).

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ha dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.
              Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: “In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose Gesù: “È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò”. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: “Quello che vuoi fare, fallo presto”. Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: “Compra quello che ci occorre per la festa”, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.


Alcuni minuti di preghiera in silenzio

 

[...]

 

Testo completo - PdF

 





 

 

 

 

 

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