Sulle vie della sofferenza, contro le emarginazioni
di Suor Alfonsina Galliani
Il nostro tempo, dal ritmo sempre più incalzante, è portatore di progressi, ma anche causa di emarginazioni che si ripercuotono inevitabilmente sui più deboli. Fedeli al carisma di carità, le suore di Maria Bambina continuano a mantenere viva la loro predilezione verso i poveri di ogni ceto e cultura. Il loro campo d’azione è vasto ed è caratterizzato da uno stile di solidarietà e di vicinanza semplice. Nei Paesi extraeuropei, le loro cure raggiungono lebbrosi, malati mentali, aids, tbc, drogati, alcolizzati, orfani, anziani soli, prostitute. A questa interminabile catena di umanità dolente, vittima spesso di strutture socio-politiche ingiuste, esse offrono assistenza medica, istruzione, impegno di promozione e annuncio evangelico. Il loro servizio le vede pure coinvolte nella lotta contro l’analfabetismo e nell’impegno per il giusto riconoscimento dei diritti umani.
Nei contesti più poveri, impiegano le loro energie a favore della promozione della donna e dei bambini disabili od orfani, vittime spesso di abusi e maltrattamenti di ogni genere. Si adoperano per l’evangelizzazione e la preparazione di cristiani adulti perché siano a loro volta lieti annunciatori della Buona Notizia. Continuano a essere presenti dovunque nella scuola, luogo irrinunciabile di cultura, di formazione al senso critico e ai valori cristiani, e pongono una particolare attenzione alle crescenti fragilità del mondo giovanile e alle giovani famiglie. Anche in Europa, si dedicano alla rieducazione e al ricupero della dignità delle giovani, perché diventino costruttrici di vita per sé e per altri; compiono un’opera di pronto intervento a favore di ragazze madri e minori in difficoltà; offrono alloggio, istruzione, opportunità di inserimento nel mondo del lavoro a extracomunitari. Sono attive nelle case di riposo per anziani, nella pastorale giovanile e sanitaria, nelle comunità per disabili, nei consultori familiari, nei servizi socio-sanitari, nelle carceri e in altre realtà di emarginazione. In quasi tutti i Paesi, collaborano con enti privati e pubblici. Per le realtà più povere, possono attingere a un fondo di solidarietà promosso dalla congregazione a favore dei loro destinatari e reso fruttuoso dall’adesione di persone generose che ne conoscono le opere. Le suore, che per tutta una vita si sono prodigate nel vasto campo della carità e che ora trascorrono gli ultimi tempi della loro esistenza nelle case di riposo, con la preghiera e l’offerta delle loro sofferenze, sono un prezioso sostegno per chi continua a servire con gioia i poveri del Signore.
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