Da Lovere al mondo
Il 13 gennaio 1807 Bartolomea Capitanio nasce a Lovere (Bg), paese affacciato sul lago d’Iseo. È la primogenita di una famiglia non povera (il padre tiene un piccolo negozio di alimentari); può quindi studiare nell’educandato delle Clarisse, dove diventa maestra a 17 anni. Il 21 novembre 1832 con Caterina Gerosa, sua compaesana, appartenente a una famiglia facoltosa e di 23 anni maggiore di lei, fonda l’Istituto delle Suore di Carità, poi note comunemente come 'Suore di Maria Bambina'. Nel giugno 1833, Bartolomea, ormai morente, e Caterina firmano l’atto costitutivo della società con il quale si uniscono spinte dal «desiderio di giovare all’umanità più che per procurarsi una vicendevole, grata compagnia». Il mese dopo Bartolomea muore per tisi (26 luglio 1833). Caterina, che si sente inadeguata a tale impresa, decide di tornare a casa per continuare a dedicarsi con riservatezza ai più poveri: in paese è conosciuta come 'la sciura della carità'. Sollecitata dal parroco e sostenuta dal viceparroco, don Angelo Bosio, che segue fin dall’inizio il formarsi dell’Istituto, continua l’opera iniziata. Nel 1847 Caterina, divenuta nel frattempo suor Vincenza e prima superiora, muore. La sua sapienza di vita e il suo insegnamento sono sintetizzati in un’espressione di sapore paolino: «Chi sa il Crocifisso sa tutto, chi non sa il Crocifisso non sa nulla».
L’Istituto si sviluppa nel LombardoVeneto e nel Tirolo. Nel 1860 alcune suore partono per l’India; altre si stabiliscono in diverse zone d’Italia e in altri Paesi, seguendo lo spirito della fondatrice: «Andare là dove più grande è il bisogno». In seguito l’Istituto in Asia si espande oltre i confini dell’India: in Bangladesh nel 1864; successivamente in Myanmar, Giappone, Thailandia, Israele, Nepal e Turchia. Contemporaneamente la presenza delle suore viene richiesta nel continente americano: in Argentina nel 1909, poi in Uruguay, Brasile, California e Perù. Aderendo all’invito del cardinal Montini, arcivescovo di Milano, l’Istituto arriva in Africa: in Zimbabwe nel 1959, per l’assistenza dei lavoratori impegnati nella costruzione della diga sul fiume Zambesi; di qui in Zambia e in Egitto. È imminente l’apertura di una comunità in Etiopia. In Europa la presenza delle suore si estende in Spagna, Inghilterra e Romania. Oggi, il quadro dell’espansione geografica rivela un Istituto dal volto internazionale.
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